Efficienza Green

I consumi delle abitazioni – come abbatterli?

Il consumo energetico residenziale si definisce come la quantità di energia necessaria a mantenere le condizioni desiderate dei parametri di temperatura, qualità e umidità dell’aria. Il concetto va esteso alla quantità di energia necessaria per garantire le comuni attività all’interno del luogo di vita. Si considerano quindi due condizioni:

  • il fabbisogno energetico per il riscaldamento durante l’inverno, il raffrescamento nelle stagioni calde, la deumidificazione e il ricambio dell’aria;
  • il consumo elettrico per elettrodomestici e i dispositivi comunemente utilizzati all’interno dell’unità abitativa.

È quindi importante quantificare il peso di ciascun parametro sul conto energetico. Per quanto riguarda l’edificio, è essenziale rivolgersi ad un termotecnico professionista il quale è in grado di fornire una valutazione precisa della classe energetica e rilasciare la conseguente Attestazione di Prestazione Energetica  (APE). Un livello di efficienza superiore ovviamente sarà correlato ad un’ottimizzazione dei consumi di base. È però necessario calcolare il consumo medio di energia elettrica basandosi sulle proprie abitudini casalinghe. Si considera ogni singolo apparecchio e si procede, valutando il suo assorbimento elettrico e le ore di utilizzo, secondo la seguente formula:

Consumo dispositivo (kWh) = Potenza assorbita (Kilowatt) X Tempo di accensione (ore)

Lo stile di vita all’interno della propria casa è un elemento in grado di incidere in maniera pesante sul calcolo del consumo elettrico. Si potrebbe erroneamente pensare al rapporto diretto tra il numero dei componenti della famiglia e il fabbisogno energetico. In realtà, non funziona propriamente in questo modo e lo si può dimostrare considerando il consumo medio all’interno di un’abitazione provvista di:

  • TV;
  • computer;
  • frigorifero;
  • lavastoviglie;
  • lavatrice;
  • condizionatori;
  • scaldabagno elettrico.

Se si considera un nucleo costituito da una coppia, il consumo medio annuo si aggira intorno ai 2.700 kWh. Questa stima contempla l’utilizzo degli elettrodomestici standard e la presenza di uno scaldabagno elettrico. Il consumo medio annuo di una famiglia di quattro componenti sale a 3.600 kWh se si considera l’utilizzo tipico dei medesimi elettrodomestici e accessori. Il calcolo è influenzato infatti dalle economie di scala correlate all’utilizzo degli elettrodomestici. Raddoppiando il numero degli utenti, il consumo energetico quindi non raddoppia.

Le stime dell’EIA, l’Agenzia Statistica e Analitica del Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti d’America, in merito al consumo mondiale parlano di un raddoppio del fabbisogno mondiale entro il 2050. Con le politiche più indirizzate verso un green management dell’energia, gran parte del fabbisogno dovrà essere sopperito dalle fonti rinnovabili di energia elettrica. Il miglioramento degli standard di vita dei paesi non OCSE sarà correlato necessariamente all’aumento del fabbisogno ad uso domestico.

L’attuale situazione vede una sproporzione tra i paesi industrializzati e il resto del mondo. Solo il 15% della popolazione del globo consuma infatti oltre la metà dell’energia totale. A condurre la classifica delle economie dal consumo maggiore ci sono gli USA con l’equivalente di 8 tonnellate di petrolio annue. Il dato corrisponde all’800% della media mondiale. Per confronto, l’energia consumata in Africa è solo il 3% rispetto a quella disponibile a livello mondiale a fronte di una popolazione che supera il miliardo di individui. L’Italia non rientra fra le più virtuose d’Europa, nel Belpaese si sfrutta infatti circa il 400% della media energetica mondiale.

Diversi sono gli approcci per tenere sotto controllo il contatore. Le attuali tecnologie mettono a disposizione degli utili strumenti per ottimizzare l’efficienza degli apparati di casa. Il commercio offre un’ampia scelta di modelli, da quelli base – a controllo diretto tramite display incorporato – ai dispositivi integrati con i sistemi “smart”. Nel secondo caso è possibile monitorare i consumi anche direttamente dallo smartphone. Dotati di un sistema di memorizzazione delle rilevazioni, questi apparati consentono un’analisi completa e basata sull’impatto di ogni singolo elettrodomestico sul conto energetico. Taluni modelli permettono inoltre la regolazione della potenza erogata a favore dell’apparecchio collegato. L’installazione non richiede particolare impegno, i dispositivi si possono utilizzare come collegamento tra la rete casalinga e l’elettrodomestico da monitorare. In alternativa, esistono modelli senza fili che sfruttano un collegamento “a pinza”. Il corretto utilizzo del misuratore di consumo elettrico può consentire ottimi margini di miglioramento.

Valutare il consumo di ogni elettrodomestico di casa può indurre a riflettere sul miglior metodo per ottimizzare i consumi. I consigli base impongono una valutazione dell’uso prevalente dell’energia elettrica nell’arco della giornata. Se durante il giorno si vive meno la casa, potrebbe risultare più conveniente un piano che preveda le classiche fasce orarie di consumo. A fronte di un costo al kWh diverso, è invece più opportuno optare per le tariffe mono orarie se il consumo è spalmato lungo l’intero arco della giornata. Il ricorso ai sistemi di Smart home può aiutare quanti siano alla ricerca del miglior modo per ridurre gli sprechi. La gestione temporizzata delle accensioni potrebbe ad esempio essere una valida opzione. Un ruolo importante lo ha anche la scelta degli elettrodomestici. Optare per dispositivi di classe A+++ può comportare un investimento di base oneroso ma costituisce una fonte di risparmio energetico nel tempo.