Efficienza Green

Il cappotto nell’edilizia moderna

Il cappotto termico è un’installazione edile capace di migliorare l’isolamento termico di una casa, rendendo il riscaldamento più efficiente, economico e soprattutto ecosostenibile. Il vantaggio principale dell’isolamento termico a cappotto? Sicuramente, la relativa semplicità di installazione: come suggerisce il nome, l’isolamento a cappotto consiste in un vero e proprio rivestimento delle pareti domestiche, per cui non sarà necessario effettuare opere di muratura rilevanti, né di demolizione. In questo articolo, scopriremo più nel dettaglio tutte le caratteristiche e i vantaggi della coibentazione a cappotto, le varie opzioni disponibili, i prezzi e i bonus statali applicabili per la riqualificazione energetica.

Come suggerisce il nome, si tratta di un vero e proprio cappotto formato da pannelli, che va a rivestire le pareti di casa, migliorandone l’isolamento sia termico che acustico. I pannelli coibentanti possono essere realizzati in vari materiali, sia di origine sintetica che naturale: a causa delle diverse prestazioni offerte, la valutazione riguardante quali pannelli installare dovrà essere effettuata da un tecnico competente, capace di scegliere l’opzione più adatta in base alle condizioni di partenza delle mura da coibentare, e altri fattori. Il principale vantaggio di questo particolare intervento di miglioramento dell’efficienza energetica è sicuramente la relativa semplicità di installazione, e la grande versatilità: infatti, i pannelli per la coibentazione a cappotto possono essere posati sia esternamente all’edificio che internamente, ottenendo sempre eccellenti prestazioni.

Il cappotto termico esterno ha un grande vantaggio: permette di coibentare alla perfezione l’edificio, senza occupare gli spazi domestici. Naturalmente, il cappotto termico esterno dovrà essere messo in posa a regola d’arte: si tratta di un rivestimento esterno esposto continuamente alle intemperie, e per questo una scorretta installazione potrebbe pregiudicarne la durata. I materiali più gettonati per questo tipo di cappotto termico sono quelli sintetici, grazie alla loro durevolezza e resistenza. Inoltre, questi materiali sono molto apprezzati grazie alla relativa economicità. Il cappotto esterno non può essere installato nel caso in cui l’edificio abbia problemi di muffa o di umidità: in questi casi, un intervento di coibentazione di questo tipo potrebbe addirittura risultare controproducente.

Una valida alternativa al classico cappotto esterno è il cappotto termico interno, ossia un rivestimento che viene applicato unicamente sulle pareti interne dell’abitazione. Questa soluzione è adottata, molto spesso, in tutti quei casi in cui non è possibile installare un cappotto termico condominiale, magari perché ci si trova a dover fare i conti con vincoli particolari relativi alle facciate. Per la realizzazione di questo tipo di rivestimento coibentante, possono essere utilizzati sia materiali di origine sintetica che naturali. Questi ultimi hanno, solitamente, un maggior successo, grazie alla loro sicurezza anche in ambienti chiusi. In termini di efficienza un cappotto casa installato internamente è efficiente tanto quanto un esterno, ma un grande svantaggio di questa particolare tecnica edilizia risiede nella gestione degli spazi. Infatti, un cappotto interno andrà necessariamente ad aumentare lo spessore delle pareti, diminuendo, in alcuni casi, la metratura calpestabile disponibile. Un altro fattore limitante consiste nella maggior difficoltà nell’appendere ai muri mobili, mensole ed eventuali accessori.

Uno dei grandi punti di dispersione energetica domestica è sicuramente il tetto, perciò, negli ultimi anni, sono state ideate nuove soluzioni per la sua coibentazione. Come accade con il cappotto termico per le pareti, anche il cappotto termico per tetto può essere realizzato con due tecniche diverse: con l’isolamento estradosso, e con l’isolamento intradosso. L’estradosso prevede la rimozione totale dell’attuale copertura, e l’installazione di un piano impermeabilizzante, oltre a tutti i pannelli isolanti necessari. Infine, il tetto verrà ricoperto con una copertura di nuova generazione. L’intradosso è un procedimento decisamente meno invasivo: questo tipo di isolamento prevede l’installazione dei pannelli nel sottotetto, senza necessità di rimozione della copertura esistente.

Come è semplice intuire, una larga parte del prezzo finale è determinata dalle materie utilizzate per la creazione dei pannelli coibentanti. In linea generale, pannelli realizzati con materiali di origine sintetica saranno notevolmente meno costosi rispetto a pannelli realizzati con materie prime di origine naturale, come ad esempio il sughero. Per quel che riguarda l’isolamento termico a cappotto, sia interno che esterno, il prezzo parte dai 40 euro a metro quadro fino ad arrivare agli 80 euro al metro quadro, a seconda delle materie prime utilizzate. Per l’isolamento dei tetti il prezzo varia da circa 30 euro al metro quadro fino ai 40 e oltre, per interventi estradosso particolarmente rilevanti.

C’è sempre da tenere a mente che, ad oggi, le spese per il cappotto sono detraibili dal 50%, passando per il 65%, fino al 90% sfruttando i vari ecobonus.

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Casa Passiva – Efficienza al top

Il termine casa passiva deriva dalla parola Passivahus, un’espressione della lingua tedesca riconducibile anche al termine passive house in inglese. In entrambi i casi si fa riferimento ad un’abitazione capace di assicurare ai suoi abitanti l’isolamento termico senza una fonte di calore supplementare. In sintesi, è una casa che non necessita del canonico sistema di riscaldamento come termosifoni o caldaie ma sfrutta la sostenibilità in tutte le sue accezioni. Si è parlato per la prima volta di questa casa nel maggio 1988 quando è nato il protocollo Passivhaus grazie alla collaborazione tra Bo Adamson ed il tedesco Wolfgang Feist. La prima casa, a seguito del protocollo, è stata costruita nel 1991 nel quartiere Kranichstein a Darmstadt da Wolfgang Feist. La prima casa passiva pluri-familiare, invece, è stata costruita nel 1999 a Friburgo segnando l’inizio di una veloce proliferazione di strutture in tutta la Germania.

La costruzione è rivoluzionaria sin dalle fondamenta, quando si costruisce un cappotto, ovvero il rivestimento isolante sulla parte esterna delle pareti dell’edificio in grado di isolarla completamente. Dopo questo primo step si passa agli elementi verticali, le pareti esterne leggere. Per mantenere costanti le temperature interne, vengono realizzati dispositivi a ventilazione meccanica forzata e un doppio sistema di tubature con il circuito in entrata e in uscita. L’aria calda in uscita viene convogliata verso lo scambiatore di flusso dove l’aria fredda riceve calore prima di rientrare. In alcuni sistemi sofisticati la stessa aria passa anche attraverso una pompa di calore che usa il calore geotermico subendo un ulteriore riscaldamento

L’isolamento termico all’interno di una casa ha lo scopo di creare una sorta di “barriera”. L’isolamento è fondamentale, in particolare d’estate, per proteggere dal caldo. Sono ottimali per eliminare le entrate d’aria anche provenienti dall’esterno, che producono il 25%-30% di dispersione termica. Se l’isolamento viene fatto nel mondo giusto, si otterrà anche un isolamento acustico con la conseguente eliminazione di vibrazioni all’interno degli ambienti abitati. Le finestre termiche riducono la dispersione del calore e permettono di recuperarlo dall’irraggiamento solare. Le finestre, fatte da vetri spessi il triplo, anziché il doppio, devono essere costruite seguendo regole precise: vetraggio altamente termo-isolante, giunto perimetrale ottimizzato sotto il profilo termico, telaio ad alto isolamento termico.

La casa passiva in muratura garantisce anche un sistema di ventilazione meccanica controllata, partendo dal recupero di calore ed acqua. Per quanto riguarda quest’ultima, si sfrutta l’acqua piovana che, attraverso un sistema di raccolta, stoccaggio e riciclo sfrutta direttamente ciò che “piove dal cielo”. Un impianto idrico parallelo permetterà di annaffiare le piante, il giardino, lavare pavimenti e tutto ciò che serve. Con un impianto di ventilazione e deumidificazione, che sarà capace di controllare la qualità dell’aria degli ambienti, si potrà avere un ricambio anche a finestre chiuse. Si tratta di un sistema di ventilazione meccanica, denominato VMC, e progettato per fornire oltre 30 m3 di aria pulita per ogni persona. Il sistema di ventilazione serve anche ad uniformare la temperatura nelle diverse stanze, cercando di evitare la dispersione di calore in quelle stanze dove serve meno caldo (ad esempio il bagno) per cederlo a quelle che ne hanno più bisogno. Una casa passiva usa solo il 10% del calore che viene utilizzato per riscaldare un edificio alla “vecchia maniera”.

Il sole è un elemento fondamentale per la casa passiva. La sua stessa struttura sfrutta l’energia solare grazie all’uso di un impianto fotovoltaico. La casa utilizza l’aria calda ricavata dalle sorgenti di calore passive per alimentare una grande fetta della richiesta di calore. Per ottenere un fabbisogno energetico adeguato c’è quindi bisogno di un sistema isolante capace di trattenere il calore in inverno e rilasciarlo d’estate.

La casa passiva sfrutta le energie alternative e rinnovabili garantendo il risparmio energetico Si pensi che all’interno di una stessa progettazione si uniscono sistema fotovoltaico, recupero idrico, bio-compost-toilets e geotermico. I pannelli solari, tra le altre cose, permettono di riscaldare l’acqua per uso sanitario ed il mini-eolico l’approvvigionamento dell’energia elettrica.

I costi della costruzione di una casa passiva variano in base a particolari elementi:

  • metratura dell’abitacolo,
  • tecnologie di costruzione,
  • materiali costruttivi,
  • caratteristiche specifiche dell’abitazione,
  • tipologie di vetratura e aperture,
  • impianti e sistemi di fonti rinnovabili (es. pannelli solari),
  • soluzione casa prefabbricata.

I costi, grosso modo, si aggirano attorno ai 2.000 euro/mq, tenendo presente che il prezzo della casa può essere recuperato nel giro di pochi anni grazie ad una riduzione dei costi energetici: le bollette possono subire un abbassamento di circa l’80% e Il costo può variare dai 15 ai 25 euro mensili. Ovviamente ogni caso merita uno studio dedicato e approfondito per valutarne al meglio la funzionalità. se stai pensando di costruire o ristrutturare casa e conseguentemente raggiungere la classe A4, contattami per discutere la soluzione ideale per te.

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Quanto gas consuma una famiglia?

Il gas è una fonte energetica davvero importante e fondamentale per la nostra quotidianità. Grazie al largo impiego, la diamo spesso per scontata. In realtà, l’iter che consente al gas di giungere presso abitazioni e attività lavorative è lungo e complesso poiché la natura volatile gassosa è ampiamente influenzabile da agenti esterni come temperatura e pressione. Siccome le condizioni climatiche sul territorio sono variegate, anche le condizioni di trasporto e consegna del gas sono molteplici e per non creare disparità circa i relativi costi di fornitura, si è optato per un riferimento univoco: calcolare il consumo come se il gas avesse una temperatura media di 15 gradi centigradi alla pressione atmosferica del livello del mare, pari a 1,01325 bar. Inoltre, è stata indetta la misura standard detta “Standard metro cubo”, invece del solo metro cubo geometrico.

Proprio perché, come abbiamo già accennato, l’Italia possiede fasce climatiche molto diverse, passando dalla montagna al mare, il consumo medio di gas cambia in primis in base alla zona in cui si vive, ed è inoltre influenzato da altri fattori come la classe energetica e l’efficienza dell’abitazione, ma anche dalle sue dimensioni. In generale possiamo affermare che la grande maggioranza delle case viene riscaldata da impianti a gas poiché il prezzo del gas risulta essere il più conveniente oltre che funzionare in modo più efficiente. Per comprendere il consumo medio annuo bisogna anzitutto considerare la potenza della caldaia che mediamente è di circa 24 kW termici: con questo dato, riscontriamo mediamente un consumo medio di 1000 metri cubi annuali di gas per un nucleo famigliare di 4 persone. Ovviamente teniamo come riferimento una casa di medie dimensioni, in una condizione climatica normale e non estremamente fredda come quella montana per esempio.

L’acqua nelle abitazioni viene spesso riscaldata con una caldaia a metano Il calcolo del consumo di gas per questo scopo è piuttosto variabile poiché è chiaro che, mentre per il riscaldamento esiste comunque un utilizzo anche se il nucleo familiare è fuori (si puntano i termostati in modo che ci siano fasce di azione indipendentemente da chi è in casa), l’utilizzo dell’acqua calda è legato all’effettiva presenza. Con dei conteggi standard, comunque, si è definito che una famiglia di 4 membri consumi circa 250-300 metri cubi di gas all’anno destinati al riscaldamento dell’acqua.

Per comprendere quanto possa essere il consumo del gas per cucinare, dobbiamo innanzitutto conoscere il consumo medio di ciascun fornello del nostro piano. Va detto che la potenza termica totale di una cucina tradizionale a quattro fuochi, è di 7 kW (4,2 mc all’ora di gas). Il piano cottura è però composto di norma da fornellini diversi perché uno è piccolo, uno è grande e due sono medi. Ciò vuol dire che il consumo varia inerentemente al tipo di fornellino impiegato per la maggiore. Cosa significa? È semplice ed è veramente un conto matematico: Il fornello grande consuma circa 3kW (0,28 mc all’ora), i due medi circa 1,7 kW (0,10 mc all’ora) e infine il piccolo 1kW (0,06 mc all’ora). Fatte pertanto le dovute ponderazioni con questi dati, possiamo affermare che in media, una famiglia di 4 membri consumi in cucina circa 100 mc di gas all’anno.

La bolletta invernale è fonte di apprensione: non si può certamente stare al freddo né tantomeno fare la doccia con l’acqua gelida, ma sappiamo benissimo che un più alto livello di consumi genera costi più ingenti. E allora come fare per poter diminuire questo quantitativo di spesa? Senza dubbio, ove possibile, la scelta migliore è quella di installare una caldaia a condensazione (spesso sostenuta da incentivi interessanti), che consente di recuperare e ottimizzare l’impiego di gas. Inoltre, è buona norma seguire qualche piccolo accorgimento che diventa importantissimo nel taglio ai costi; qualche esempio? Di notte mantenere una temperatura non oltre i 17° mentre di giorno non alzare il termostato oltre i 19°: così la temperatura rimane costante e si evitano picchi inutili. Tenere sotto controllo i termosifoni: sfiatare l’aria per ottimizzarne le prestazioni, utilizzare le valvole termostatiche così da poterne regolare la temperatura, installare eventuali pannelli isolanti sul retro dei termosifoni per mantenere il calore. La manutenzione è fondamentale per evitare gli sprechi: ricordate il controllo periodico della caldaia al fine di averla sempre in buone condizioni.

È inoltre importante salvaguardare in toto l’ambiente domestico per evitare dispersioni: doppi vetri, coibentazioni efficaci, cappotto e finestre chiuse durante la fascia di azione del riscaldamento sono trucchi efficacissimi per massimizzare l’efficienza.

Infine, è un’abitudine preziosa quella di svolgere periodicamente l’autolettura del gas: in questo modo, si può verificare il consumo e valutare se il contatore funziona e se vi sono eventuali eccessi o problemi da risolvere.

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Riscaldare casa senza gas? – Sì, grazie!

In Italia, per anni, la risorsa più utilizzata per il riscaldamento domestico è stata il metano, usato principalmente per riscaldare, cucinare e produrre acqua calda e sanitaria. Il metano è sempre stato considerato più economico rispetto al riscaldamento elettrico. Invece non è così e sono molti a chiedersi come riscaldare casa senza gas: è possibile? E fino a quanto si può risparmiare? Con il metano, infatti, la bolletta può lievitare a causa delle dispersioni del calore prodotto dal riscaldamento a gas e i diversi rendimenti degli impianti di riscaldamento, fattori che non andrebbero sottovalutati.

Se ti incuriosisce l’argomento e se ti stai domandando anche tu come riscaldare la casa senza gas, sappi che il riscaldamento elettrico conviene maggiormente, può essere usato senza sprechi ed è ecologico, senza che produca emissioni nocive nell’ambiente circostante. L’energia elettrica, inoltre, può essere anche autoprodotta attraverso un sistema fotovoltaico. In generale, su questo versante, ci sono molte possibilità a disposizione tra cui puoi scegliere, come vedrai nei prossimi paragrafi.

Tra le tipologie di riscaldamento che ti permettono di capire come riscaldare casa senza gas c’è il riscaldamento a pavimento elettrico che impiega l’energia elettrica come fonte di calore. Quest’ultimo scorre nelle apposite resistenze elettriche e produce energia termica che successivamente viene irradiata in tutta la superficie della casa. Un impianto di riscaldamento a pavimento può anche utilizzare una serpentina ad acqua calda connessa a una pompa di calore. È un sistema silenzioso, di facile e veloce installazione, a basso consumo, affidabile nel tempo. Occupa poco spazio e non solleva polvere e acari.

Le prestazioni del riscaldamento elettrico, come quelle delle caldaie a biomasse (legna, mais, pellet o altre sostanze organiche), pompe di calore e stufe a pellet, possono aumentare se vengono integrate con impianti fotovoltaici o solari termici. Esistono poi caldaie ioniche, dove il liquido tecnico presente all’interno viene scaldato grazie al movimento di ioni, senza bisogno di unità esterna o di canna fumaria. Queste soluzioni green sono opzioni da tenere presenti se si vuole sapere come riscaldare la seconda casa al mare senza gas e, in generale, nei contesti abitativi che si trovano in posti dal clima molto mite e dalle temperature tendenzialmente elevate tutto l’anno.

Una delle domande più chieste in Rete poste agli operatori energetici e alle associazioni dei consumatori è come riscaldare casa senza gas. Come già visto è possibile farlo scegliendo fonti energetiche alternative che danno un contributo all’efficientamento energetico, rispettano l’ambiente e consentono di risparmiare. Tuttavia la maggior parte delle abitazioni, oggi, non è ancora dotata di impianti adibiti a produrre energia pulita, senza contare la crescente richiesta di elettricità, in ambito domestico e non solo: un surplus che richiede una gestione adeguata.

Ci sono alcuni accorgimenti che si possono adottare fin da ora per avere il riscaldamento in casa senza gas. Per esempio negli immobili di recente costruzione spesso vengono già installati degli apparecchi elettrici per riscaldare e per cuocere cibi. Lo sapevi che si può cucinare senza gas tramite piani a induzione, forno elettrico e friggitrice ad aria? Se non è possibile sostituire la fornitura a gas per risparmiare e per tutelare l’ambiente si può provare a migliorare la ventilazione usando cappe di aspirazione durante la cottura e per almeno 10 minuti dopo aver finito, aprire le finestre e installare rilevatori di monossido di carbonio.

Nel caso in cui si sia interessati a capire come riscaldare un appartamento senza gas, può essere opportuno sapere che tra le soluzioni disponibili potrebbe esserci anche il riscaldamento geotermico. È un metodo molto ecologico, ma anche molto costoso che richiede lo scavo di un pozzo profondo da 50 a 350 metri. Lì, poi, viene inserito un circuito in grado di far circolare un fluido termovettore. è un sistema che sfrutta le fonti di calore geologiche, ma, appunto, è molto impegnativo e non può essere nemmeno realizzato ovunque.

Come riscaldarsi senza gas e senza termosifoni in modo più semplice? Si potrebbe utilizzare un condizionatore caldo freddo a pompa di calore, capace di raffrescare e riscaldare gli ambienti interni in modo sostenibile, in quanto sfrutta fonti naturali esterne come l’aria, l’acqua o il suolo per produrre energia termica. Il climatizzatore a pompa di calore può essere un modello aria-aria, con il quale l’impianto utilizza l’aria esterna per i processi di condensazione ed evaporazione del fluido refrigerante. In alternativa, nei dispositivi acqua-aria il circuito frigorifero utilizza come risorsa esterna l’acqua, per scaldare e raffrescare le stanze della casa in modo efficiente e con un basso consumo di energia elettrica.

Le principali alternative su come riscaldare la casa senza gas descritte nei paragrafi precedenti permettono di ottenere un risparmio interessante sul lungo periodo rispetto a un riscaldamento a gas. Il metano è più conveniente rispetto a gasolio e gpl, ma non lo è in assoluto. Se per riscaldare la casa e per cucinare si utilizza il metano, infatti, le spese dipendono dal costo della materia prima che può subire improvvisi incrementi, com’è successo tra inflazione, tassi di interesse e crisi energetiche come quella dovuta al conflitto russo-ucraino iniziato nel febbraio 20220.

Se ti piace l’idea di una casa senza gas e ti interessano alcune stime relative ai potenziali risparmi, considera che, orientativamente, il consumo di chi utilizza caldaie a biomasse o pompe di calore sono inferiori del 30% o anche del 50% rispetto a chi adopera il classico impianto a metano. Questo perché le materie prime hanno costi più bassi, ma anche perché le macchine sono capaci di trasferire internamente energia termica già presente all’esterno, per non dimenticare agevolazioni e incentivi fiscali previsti. Se si arriva a produrre in modo autonomo energia elettrica con un sistema fotovoltaico i risparmi possono arrivare anche al 90%.

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Generatori

Caldaia a condensazione – Come funziona e perché ti fa risparmiare

Nel panorama dei sistemi di riscaldamento domestici le caldaie a condensazione rappresentano l’ultima frontiera per il risparmio energetico e la riduzione dell’inquinamento. La caldaia a condensazione sfrutta una particolare tecnologia che recupera gran parte del vapore contenuto nei fumi di scarico trasformandolo in energia per riscaldare l’acqua di ritorno ai radiatori. Questo riutilizzo comporta una minore temperatura dei fumi di scarico e una minore emissione di sostanze inquinanti.

Queste caldaie di ultima generazione sono costruite con materiali resistenti come acciaio inox, leghe in alluminio e silicio che fanno ottenere un’efficienza termica elevata sfruttando il 98% dell’energia termica.

La caldaia tradizionale utilizza soltanto una parte dei fumi prodotti dalla combustione disperdendo nell’ambiente il resto del vapore acqueo attraverso il camino. Ma insieme al vapore acqueo viene eliminata anche il 15% dell’intera energia prodotta. Ma non è tutto: questa dispersione di energia comporta una forte limitazione del rendimento della caldaia che al suo culmine raggiunge al massimo l’85%.

Al contrario di quelle tradizionali, la caldaia a condensazione utilizza un sistema innovativo che fa condensare il vapore prima che venga convogliato nel camino e lo immette nell’impianto di riscaldamento sotto forma di energia per riscaldare l’ambiente.

Il recupero dei fumi prodotti dalla combustione non necessita dell’uso di altro combustibile determinando così una riduzione del consumo medio di energia del 35% e una riduzione del 70% delle emissioni di monossido di carbonio e di azoto NOx.

Una caratteristica della caldaia a condensazione è un’efficienza superiore rispetto ad altri sistemi di riscaldamento. Ha un rendimento superiore alla pompa di calore, che dovendo trasformare e trasferire il calore esterno verso l’interno comporta uno spreco di energia soprattutto in climi freddi.

La caldaia a biomassa ha sì il vantaggio di utilizzare combustibili economici, come la legna e il pellet, e di produrre basse emissioni di agenti inquinanti, tuttavia per le sue dimensioni maggiori necessita di spazi più grandi in cui non ci sia rischio di incendio.

La caldaia a pellet, che ha dalla sua la capacità di fornire un tipo di riscaldamento ecologico, impiegando un combustibile a impatto zero sull’ambiente, presenta alcuni difetti: periodicamente deve essere ripulita della cenere che si è accumulata, deve essere sistemata in un ripostiglio o in uno sgabuzzino, il costo di acquisto e dell’installazione per ora sono molto più elevati rispetto della caldaia a condensazione.

La caldaia a condensazione oggi più che mai viene vista come una risposta ecologica alle esigenze di riscaldamento perché offre una serie di vantaggi sia in termini di efficienza che di risparmio economico. Il recupero dei fumi del vapore acqueo evita che il calore venga disperso nell’atmosfera, il suo riutilizzo permette di produrre calore aggiuntivo. I valori di rendimento termico sono molto alti e il risparmio economico che ne consegue è netto: raggiungere il 35%.

La maggiore efficienza della tecnologia a condensazione riduce l’uso di combustibili inquinanti fornendo un contributo sostanziale per la salute dell’ambiente. Un altro vantaggio significativo è dato dai ridotti costi di gestione, difficili da ottenere con altri sistemi di riscaldamento, e l’ottima percentuale di risparmio si noterà già dalla prima bolletta. Inoltre, non sono previste spese aggiuntive alla manutenzione ordinaria che occorre fare una volta all’anno.
A questi vantaggi si aggiunge che chi sceglie di installarla non ha l’obbligo di collegarla a canne fumarie, a camini o a sistemi di scarico da porre sopra il tetto. Un ultimo aspetto positivo è la possibilità di ottenere le detrazioni fiscali.

È del 26 settembre 2015 la direttiva Eco-Design secondo cui i produttori possono immettere sul mercato solo caldaie a condensazione. Questa direttiva aveva l’obiettivo di importare meno gas, di risparmiare sul petrolio, di minimizzare le emissioni di CO2, di tagliare i costi delle bollette. L’obbligatorietà della caldaia a condensazione è da ravvisare nella sua capacità di raggiungere la classe energetica A e un notevole rendimento con una riduzione dei costi e una tutela maggiore dell’ambiente. La legge stabilisce che le caldaie con la tecnologia a condensazione possano scaricare i fumi direttamente in facciata attraverso condotti di emissione non solo verticali ma anche orizzontali.

Chi decide di sostituire la vecchia caldaia o di installare una caldaia a condensazione ha diritto alle detrazioni fiscali del 50% se questa appartiene alla classe energetica A. Se si installano anche dei termoregolatori le detrazioni arrivano fino al 65%. Cambiare la caldaia preesistente o installarne una nuova rientra nelle detrazioni fiscali perché è considerato un intervento volto a migliorare il risparmio energetico. La detrazione per la spesa della caldaia si ottiene presentando la dichiarazione dei redditi con il modello 730 o con il Modello Unico dell’anno successivo all’installazione.

In un periodo in cui la ricerca di sistemi di riscaldamento a basso consumo energetico va di pari passo con l’esigenza di tutelare l’ambiente, la caldaia a condensazione offre alle famiglie un modo per risparmiare in casa. Se si mettono in pratica alcuni accorgimenti si possono ottimizzare i consumi per passare da un risparmio energetico del 35% al 45%.

Regolare la temperatura ambiente diurna fino a un massimo di 20° e a 16° nelle ore notturne, chiudere bene porte e finestre, installare Valvole termostatiche nei radiatori e fare un ricambio d’aria quando non si utilizza la caldaia sono solo i primi consigli per risparmiare sul riscaldamento.

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Generatori

Pompa di calore – il generatore del futuro che puoi già avere nel presente

In linea generale, si definisce pompa di calore un macchinario capace di estrarre l’energia termica dall’ambiente, per poi convogliarla nella direzione desiderata. Questa tecnologia è molto conveniente sia dal punto di vista economico che energetico. Con le dovute modifiche, trova applicazione in tantissimi campi, come ad esempio la refrigerazione industriale. In questo articolo ci concentreremo unicamente sulle pompe di calore utilizzate per il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti domestici per scoprire più nel dettaglio quali sono le varie tipologie di pompa di calore attualmente proposte sul mercato.

Prima di iniziare a parlare delle varie tipologie di pompa di calore oggi esistenti, vale la pena di spendere qualche parola per capire meglio come funzionano. Fortunatamente non è nulla di troppo complesso, anzi: uno dei lati positivi di questo sistema è proprio la sua semplicità!

Un sistema a pompa di calore è composto da 4 elementi fondamentali, ossia:

  • Evaporatore: il fluido vettore a bassa pressione evapora.
  • Compressore: il fluido qui viene compresso e trasferito (ad alta pressione) all’interno del condensatore e la compressione crea calore.
  • Condensatore: qui il fluido condensa tornando allo stato iniziale e rilascia la propria energia termica.
  • Valvola di laminazione: il fluido vettore, dopo il passaggio nel condensatore, passa attraverso la valvola di laminazione. Questo dispositivo riporta il fluido stesso a bassa pressione, e lo convoglia all’evaporatore, ricominciando così il ciclo.

L’energia termica viene prelevata dall’ambiente e non necessita di un sistema di combustione per il riscaldamento dei fluidi vettori: la pompa di calore, per poter funzionare, ha bisogno unicamente dell’energia elettrica per far funzionare il compressore. Questo sistema consente di concentrare e trasferire l’energia termica nella direzione desiderata, semplicemente sfruttando i passaggi di stato del fluido vettore.

Parlando in termini pratici, un sistema di questo tipo è reversibile e permetterà di avere una casa calda in inverno e fresca d’estate, con una spesa energetica molto inferiore rispetto ai sistemi tradizionali. Ma attenzione, l’efficienza dei sistemi a pompa di calore è fortemente condizionata da due fattori. In primo luogo, il tipo di fluido vettore utilizzato e il sistema di trasferimento dell’energia termica; in secondo luogo, le condizioni climatiche dell’ambiente in cui viene prelevata l’energia termica da utilizzare per il riscaldamento o il raffreddamento della casa. Ma vediamo, ora, più nel dettaglio i vari tipi di pompe di calore e quali sono le differenze tra loro.

Questo sistema utilizza l’aria come fonte per l’estrazione di energia termica e dopo il riscaldamento o il raffreddamento emette aria nell’ambiente esterno. Un buon esempio di questo sistema è il classico condizionatore dell’aria, installato ormai in moltissime abitazioni e uffici. L’aria esterna è la fonte di energia termica: dopo il passaggio nel compressore e nel condensatore, il fluido vettore contenuto nelle serpentine del condizionatore è in grado di eliminare il calore in eccesso negli ambienti domestici, oppure di riscaldarli progressivamente.

Il lato negativo di questo sistema è l’elevata dipendenza dalle temperature esterne: in caso di temperature estreme, il dispendio di energia elettrica è destinato, inevitabilmente, a salire. Ciò nonostante, è una soluzione ampiamente utilizzata perché è estremamente semplice da installare in qualsiasi tipo di soluzione abitativa ed è anche una delle tipologie preferite da chi installa un impianto fotovoltaico con batterie d’accumulo e pompa di calore.

Il principio di funzionamento è identico a quello illustrato sopra; la differenza è che la pompa di calore aria acqua, pur prelevando l’energia termica necessaria al proprio funzionamento dall’aria dell’ambiente esterno, trasferisce tale energia all’acqua, sia a quella del sistema di riscaldamento che a quella sanitaria. Si tratta, insomma, di una pompa di calore per acqua calda. Anche in questo caso, data la variabilità delle condizioni climatiche esterne, possono insorgere delle problematiche come un’eccessiva lentezza nell’erogazione dell’acqua calda sanitaria. In queste situazioni è meglio optare per un sistema ibrido caldaia – pompa di calore, dotata di una piccola resistenza capace di riscaldare in fretta l’acqua quando necessario.

Anche in questo caso, l’effetto finale è quello di riscaldare i termosifoni e offrire acqua calda sanitaria. Ma questo tipo di riscaldamento a pompa di calore ha una fonte diversa per reperire l’energia termica: è l’acqua di falda. Infatti, l’acqua della falda acquifera ha una temperatura costante, attorno ai 12 °C. I sistemi di pompa di calore acqua acqua sono ideati proprio per offrire il massimo dell’efficienza se la fonte d’energia termica esterna è offerta a temperature più o meno costanti. Questo sistema è, solitamente, molto più efficiente rispetto alle varianti ad aria. Ciò nonostante, non è molto utilizzato, sia per i costi d’installazione elevati che per l’assenza dei necessari prerequisiti: non tutte le case hanno un accesso diretto a una falda acquifera.

Questo sistema, detto anche pompa di calore terra acqua, sfrutta l’energia geotermica Il calore è prelevato dal suolo e veicolato nel fluido vettore. Il sistema può essere utilizzato sia per riscaldare casa che per raffreddarla. Questo sistema può essere utilizzato come pompa di calore per termosifoni, oppure per l’installazione di un efficientissimo condizionatore a pompa di calore. Inoltre, la geotermica è anche la più indicata pompa di calore per riscaldamento a pavimento, grazie alla sua grande efficienza energetica. Purtroppo, questo sistema può avere elevati costi d’installazione e, inoltre, potrebbe essere impossibile procedere all’installazione di questo sistema in alcune condizioni.

Come abbiamo visto per il riscaldamento a pompa di calore, qualsiasi sia la fonte energetica utilizzata, è decisamente eco friendly: in nessun passaggio viene utilizzata la combustione di gas per il riscaldamento. L’unica fonte d’energia tradizionale utilizzata è l’elettricità e questo fattore rende il sistema di riscaldamento a pompa di calore estremamente appetibile per chi ha già un impianto fotovoltaico con accumulatore installato in casa. In uno scenario del genere, è possibile riscaldare la casa praticamente a costo zero.

D’altro canto, per chi non possiede un sistema fotovoltaico, un condizionatore a pompa di calore (o un sistema aria acqua, così come una pompa di calore a sistema ibrido) può comportare un certo dispendio d’energia elettrica, tale da non rendere più conveniente economicamente la conversione. In linea generale, è bene sapere che più sono variabili le condizioni della fonte di energia termica più il dispendio energetico per garantire continuità nel riscaldamento sarà elevato. Da questo è semplice intuire che le pompe di calore aria aria siano le più dispendiose in assoluto. Al contrario, un sistema a pompa di calore geotermica potrebbe rivelarsi conveniente anche in assenza di un impianto fotovoltaico, ma per averne la certezza è indispensabile consultare un professionista, capace di valutare ogni situazione specifica.

Se stai valutando di installare una pompa di calore a servizio della tua abitazione scrivimi per discutere della soluzione su misura per te.