Impianti

ATTENZIONE ALLA VENTILAZIONE MECCANICA – Se progettata male, ti fa del male!

La ventilazione meccanica controllata (VMC) rappresenta una delle innovazioni più significative nel campo della gestione della qualità dell’aria interna, sia in ambito residenziale che commerciale. Questo sistema non solo garantisce un ricambio continuo e adeguato dell’aria, ma è anche progettato per ottimizzare l’efficienza energetica degli edifici, riducendo i consumi e migliorando il comfort abitativo. In un’epoca in cui la salute e il benessere degli ambienti sono diventati di primaria importanza, comprendere il funzionamento, i benefici e le applicazioni della VMC è fondamentale per progettisti e consumatori.

Ad oggi, gli impianti di VMC vengono sempre più spesso integrati con delle batterie di riscaldamento / raffreddamento in modo da ottenere un unico impianto canalizzato integrato che gestisca ventilazione e climatizzazione.

Sebbene l’integrazione di una batteria caldo-freddo in un impianto di ventilazione rappresenti una soluzione efficace per migliorare il comfort termico e la qualità dell’aria interna, questo processo richiede un attento dimensionamento e una corretta installazione, che devono tenere conto delle esigenze specifiche dell’edificio e degli occupanti. 

Posizionamento della Batteria:

La batteria può essere integrata direttamente all’interno dell’unità di VMC. In questo caso, il posizionamento ideale è a valle dello scambiatore di calore, per sfruttare al massimo il recupero energetico e ridurre il carico termico sulla batteria.

In alternativa, può essere posizionata nei condotti dell’aria, a monte del plenum di distribuzione. Questo permette una maggiore flessibilità nell’installazione e una manutenzione più agibile, specialmente in edifici esistenti dove l’integrazione nell’unità di VMC potrebbe essere complessa.

Fatto il corretto dimensionamento secondo le Norme, realizzato lo schema progettuale, verificato perdite di carico e prevalenze e scelte le modalità di installazione si avrà un impianto perfettamente in grado di gestire climatizzazione e qualità dell’aria interna, con grande soddisfazione degli occupanti.

Giusto? 

No. 

O meglio, non completamente, bisogna fare attenzione! 

Bisogna calcolare bene le portate, a prescindere dalla presenza o meno della batteria di scambio, (se è presente attenzione al corretto dimensionamento) un eccesso di ventilazione, specialmente durante l’inverno, porta ad un’umidità relativa interna troppo bassa. Questo è un problema.

Le norme tecniche suggeriscono un dimensionamento eseguito con ricambio d’aria di 0.5 volumi ora, ma fatte le dovute misure, risulta essere davvero tanto, specialmente se la VMC è integrata con una batteria e viene utilizzata anche per climatizzare, il che significa che l’impianto resta in funzione anche 20 ore al giorno, per un totale ricambiato di 10 volumi d’aria. E’ troppo. 

Noi tecnici progettiamo impianti per garantire il comfort degli occupanti, e con questi valori non lo garantiamo.

Ventilare troppo fa male! 

L’umidità relativa gioca un ruolo cruciale nel mantenimento della salute delle vie respiratorie. Un livello di umidità sotto al 35% può causare una serie di problemi respiratori, influenzando negativamente la qualità della vita, specialmente se in casa vivono anche dei bambini piccoli.

Effetti sulla Salute Respiratoria

  1. Secchezza delle Mucose: Le mucose del naso, della gola e dei polmoni possono seccarsi, rendendo più difficile la respirazione e causando irritazione e infiammazione.
  2. Aumento delle Infezioni Respiratorie: Le mucose secche sono meno efficaci nel catturare e rimuovere particelle e patogeni dall’aria. Questo può aumentare il rischio di infezioni respiratorie, come raffreddori, influenza e bronchite.
  3. Asma e Allergie: Le persone con asma o allergie possono trovare che i loro sintomi peggiorano in condizioni di bassa umidità. L’aria secca può irritare le vie aeree e innescare attacchi d’asma o reazioni allergiche.
  4. Sanguinamento dal Naso: La secchezza eccessiva delle mucose nasali può portare a sanguinamenti dal naso, un problema comune in ambienti molto secchi.
  5. Irritazione della Pelle: Anche se non direttamente un problema respiratorio, l’aria secca può causare secchezza e irritazione della pelle, che può aggravare il disagio complessivo.
  6. Probabilità di contagi: Una bassa umidità favorisce la trasmissione di virus e patogeni.

I sintomi più comuni associati a un’umidità relativa bassa sono i medesimi degli effetti, e quindi includono,

  • Secchezza della gola e della bocca
  • Tosse secca e irritante
  • Secchezza e prurito nasale
  • Sanguinamento dal naso
  • Respiro sibilante o difficoltoso
  • Asma

Quindi come agiamo per progettare un impianto che non causi queste problematiche?

1. Il controllo: Prevediamo ed installiamo degli umidostati, è il primo passo per avere sempre sotto controllo i valori dell’umidità interna.

2. Affidarsi ad un professionista: Se il termotecnico esegue un dimensionamento e un calcolo bilanciato delle portate, temperatura e umidità devono essere gestite e garantite, pertanto è importante affidare il progetto ad un professionista competente.

3. Correggere il tiro post operam: Se ormai l’impianto è realizzato, l’umidità è bassa, e non possiamo agire sulla velocità della macchina perchè altrimenti non riusciamo a climatizzare, (se presente batteria di scambio) l’unica soluzione resta quella di installare un umidificatore esterno.

Stiamo sempre attenti, la progettazione termotecnica è volta ad efficienza e comfort, e vanno garantiti entrambi. 

Efficienza Green

Il cappotto nell’edilizia moderna

Il cappotto termico è un’installazione edile capace di migliorare l’isolamento termico di una casa, rendendo il riscaldamento più efficiente, economico e soprattutto ecosostenibile. Il vantaggio principale dell’isolamento termico a cappotto? Sicuramente, la relativa semplicità di installazione: come suggerisce il nome, l’isolamento a cappotto consiste in un vero e proprio rivestimento delle pareti domestiche, per cui non sarà necessario effettuare opere di muratura rilevanti, né di demolizione. In questo articolo, scopriremo più nel dettaglio tutte le caratteristiche e i vantaggi della coibentazione a cappotto, le varie opzioni disponibili, i prezzi e i bonus statali applicabili per la riqualificazione energetica.

Come suggerisce il nome, si tratta di un vero e proprio cappotto formato da pannelli, che va a rivestire le pareti di casa, migliorandone l’isolamento sia termico che acustico. I pannelli coibentanti possono essere realizzati in vari materiali, sia di origine sintetica che naturale: a causa delle diverse prestazioni offerte, la valutazione riguardante quali pannelli installare dovrà essere effettuata da un tecnico competente, capace di scegliere l’opzione più adatta in base alle condizioni di partenza delle mura da coibentare, e altri fattori. Il principale vantaggio di questo particolare intervento di miglioramento dell’efficienza energetica è sicuramente la relativa semplicità di installazione, e la grande versatilità: infatti, i pannelli per la coibentazione a cappotto possono essere posati sia esternamente all’edificio che internamente, ottenendo sempre eccellenti prestazioni.

Il cappotto termico esterno ha un grande vantaggio: permette di coibentare alla perfezione l’edificio, senza occupare gli spazi domestici. Naturalmente, il cappotto termico esterno dovrà essere messo in posa a regola d’arte: si tratta di un rivestimento esterno esposto continuamente alle intemperie, e per questo una scorretta installazione potrebbe pregiudicarne la durata. I materiali più gettonati per questo tipo di cappotto termico sono quelli sintetici, grazie alla loro durevolezza e resistenza. Inoltre, questi materiali sono molto apprezzati grazie alla relativa economicità. Il cappotto esterno non può essere installato nel caso in cui l’edificio abbia problemi di muffa o di umidità: in questi casi, un intervento di coibentazione di questo tipo potrebbe addirittura risultare controproducente.

Una valida alternativa al classico cappotto esterno è il cappotto termico interno, ossia un rivestimento che viene applicato unicamente sulle pareti interne dell’abitazione. Questa soluzione è adottata, molto spesso, in tutti quei casi in cui non è possibile installare un cappotto termico condominiale, magari perché ci si trova a dover fare i conti con vincoli particolari relativi alle facciate. Per la realizzazione di questo tipo di rivestimento coibentante, possono essere utilizzati sia materiali di origine sintetica che naturali. Questi ultimi hanno, solitamente, un maggior successo, grazie alla loro sicurezza anche in ambienti chiusi. In termini di efficienza un cappotto casa installato internamente è efficiente tanto quanto un esterno, ma un grande svantaggio di questa particolare tecnica edilizia risiede nella gestione degli spazi. Infatti, un cappotto interno andrà necessariamente ad aumentare lo spessore delle pareti, diminuendo, in alcuni casi, la metratura calpestabile disponibile. Un altro fattore limitante consiste nella maggior difficoltà nell’appendere ai muri mobili, mensole ed eventuali accessori.

Uno dei grandi punti di dispersione energetica domestica è sicuramente il tetto, perciò, negli ultimi anni, sono state ideate nuove soluzioni per la sua coibentazione. Come accade con il cappotto termico per le pareti, anche il cappotto termico per tetto può essere realizzato con due tecniche diverse: con l’isolamento estradosso, e con l’isolamento intradosso. L’estradosso prevede la rimozione totale dell’attuale copertura, e l’installazione di un piano impermeabilizzante, oltre a tutti i pannelli isolanti necessari. Infine, il tetto verrà ricoperto con una copertura di nuova generazione. L’intradosso è un procedimento decisamente meno invasivo: questo tipo di isolamento prevede l’installazione dei pannelli nel sottotetto, senza necessità di rimozione della copertura esistente.

Come è semplice intuire, una larga parte del prezzo finale è determinata dalle materie utilizzate per la creazione dei pannelli coibentanti. In linea generale, pannelli realizzati con materiali di origine sintetica saranno notevolmente meno costosi rispetto a pannelli realizzati con materie prime di origine naturale, come ad esempio il sughero. Per quel che riguarda l’isolamento termico a cappotto, sia interno che esterno, il prezzo parte dai 40 euro a metro quadro fino ad arrivare agli 80 euro al metro quadro, a seconda delle materie prime utilizzate. Per l’isolamento dei tetti il prezzo varia da circa 30 euro al metro quadro fino ai 40 e oltre, per interventi estradosso particolarmente rilevanti.

C’è sempre da tenere a mente che, ad oggi, le spese per il cappotto sono detraibili dal 50%, passando per il 65%, fino al 90% sfruttando i vari ecobonus.

Stai pensando di cappottare la tua casa per aumentare la tua prestazione energetica? Contattami per discutere della migliore soluzione per te.

Efficienza Green

Casa Passiva – Efficienza al top

Il termine casa passiva deriva dalla parola Passivahus, un’espressione della lingua tedesca riconducibile anche al termine passive house in inglese. In entrambi i casi si fa riferimento ad un’abitazione capace di assicurare ai suoi abitanti l’isolamento termico senza una fonte di calore supplementare. In sintesi, è una casa che non necessita del canonico sistema di riscaldamento come termosifoni o caldaie ma sfrutta la sostenibilità in tutte le sue accezioni. Si è parlato per la prima volta di questa casa nel maggio 1988 quando è nato il protocollo Passivhaus grazie alla collaborazione tra Bo Adamson ed il tedesco Wolfgang Feist. La prima casa, a seguito del protocollo, è stata costruita nel 1991 nel quartiere Kranichstein a Darmstadt da Wolfgang Feist. La prima casa passiva pluri-familiare, invece, è stata costruita nel 1999 a Friburgo segnando l’inizio di una veloce proliferazione di strutture in tutta la Germania.

La costruzione è rivoluzionaria sin dalle fondamenta, quando si costruisce un cappotto, ovvero il rivestimento isolante sulla parte esterna delle pareti dell’edificio in grado di isolarla completamente. Dopo questo primo step si passa agli elementi verticali, le pareti esterne leggere. Per mantenere costanti le temperature interne, vengono realizzati dispositivi a ventilazione meccanica forzata e un doppio sistema di tubature con il circuito in entrata e in uscita. L’aria calda in uscita viene convogliata verso lo scambiatore di flusso dove l’aria fredda riceve calore prima di rientrare. In alcuni sistemi sofisticati la stessa aria passa anche attraverso una pompa di calore che usa il calore geotermico subendo un ulteriore riscaldamento

L’isolamento termico all’interno di una casa ha lo scopo di creare una sorta di “barriera”. L’isolamento è fondamentale, in particolare d’estate, per proteggere dal caldo. Sono ottimali per eliminare le entrate d’aria anche provenienti dall’esterno, che producono il 25%-30% di dispersione termica. Se l’isolamento viene fatto nel mondo giusto, si otterrà anche un isolamento acustico con la conseguente eliminazione di vibrazioni all’interno degli ambienti abitati. Le finestre termiche riducono la dispersione del calore e permettono di recuperarlo dall’irraggiamento solare. Le finestre, fatte da vetri spessi il triplo, anziché il doppio, devono essere costruite seguendo regole precise: vetraggio altamente termo-isolante, giunto perimetrale ottimizzato sotto il profilo termico, telaio ad alto isolamento termico.

La casa passiva in muratura garantisce anche un sistema di ventilazione meccanica controllata, partendo dal recupero di calore ed acqua. Per quanto riguarda quest’ultima, si sfrutta l’acqua piovana che, attraverso un sistema di raccolta, stoccaggio e riciclo sfrutta direttamente ciò che “piove dal cielo”. Un impianto idrico parallelo permetterà di annaffiare le piante, il giardino, lavare pavimenti e tutto ciò che serve. Con un impianto di ventilazione e deumidificazione, che sarà capace di controllare la qualità dell’aria degli ambienti, si potrà avere un ricambio anche a finestre chiuse. Si tratta di un sistema di ventilazione meccanica, denominato VMC, e progettato per fornire oltre 30 m3 di aria pulita per ogni persona. Il sistema di ventilazione serve anche ad uniformare la temperatura nelle diverse stanze, cercando di evitare la dispersione di calore in quelle stanze dove serve meno caldo (ad esempio il bagno) per cederlo a quelle che ne hanno più bisogno. Una casa passiva usa solo il 10% del calore che viene utilizzato per riscaldare un edificio alla “vecchia maniera”.

Il sole è un elemento fondamentale per la casa passiva. La sua stessa struttura sfrutta l’energia solare grazie all’uso di un impianto fotovoltaico. La casa utilizza l’aria calda ricavata dalle sorgenti di calore passive per alimentare una grande fetta della richiesta di calore. Per ottenere un fabbisogno energetico adeguato c’è quindi bisogno di un sistema isolante capace di trattenere il calore in inverno e rilasciarlo d’estate.

La casa passiva sfrutta le energie alternative e rinnovabili garantendo il risparmio energetico Si pensi che all’interno di una stessa progettazione si uniscono sistema fotovoltaico, recupero idrico, bio-compost-toilets e geotermico. I pannelli solari, tra le altre cose, permettono di riscaldare l’acqua per uso sanitario ed il mini-eolico l’approvvigionamento dell’energia elettrica.

I costi della costruzione di una casa passiva variano in base a particolari elementi:

  • metratura dell’abitacolo,
  • tecnologie di costruzione,
  • materiali costruttivi,
  • caratteristiche specifiche dell’abitazione,
  • tipologie di vetratura e aperture,
  • impianti e sistemi di fonti rinnovabili (es. pannelli solari),
  • soluzione casa prefabbricata.

I costi, grosso modo, si aggirano attorno ai 2.000 euro/mq, tenendo presente che il prezzo della casa può essere recuperato nel giro di pochi anni grazie ad una riduzione dei costi energetici: le bollette possono subire un abbassamento di circa l’80% e Il costo può variare dai 15 ai 25 euro mensili. Ovviamente ogni caso merita uno studio dedicato e approfondito per valutarne al meglio la funzionalità. se stai pensando di costruire o ristrutturare casa e conseguentemente raggiungere la classe A4, contattami per discutere la soluzione ideale per te.

Generatori

Pompa di calore – il generatore del futuro che puoi già avere nel presente

In linea generale, si definisce pompa di calore un macchinario capace di estrarre l’energia termica dall’ambiente, per poi convogliarla nella direzione desiderata. Questa tecnologia è molto conveniente sia dal punto di vista economico che energetico. Con le dovute modifiche, trova applicazione in tantissimi campi, come ad esempio la refrigerazione industriale. In questo articolo ci concentreremo unicamente sulle pompe di calore utilizzate per il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti domestici per scoprire più nel dettaglio quali sono le varie tipologie di pompa di calore attualmente proposte sul mercato.

Prima di iniziare a parlare delle varie tipologie di pompa di calore oggi esistenti, vale la pena di spendere qualche parola per capire meglio come funzionano. Fortunatamente non è nulla di troppo complesso, anzi: uno dei lati positivi di questo sistema è proprio la sua semplicità!

Un sistema a pompa di calore è composto da 4 elementi fondamentali, ossia:

  • Evaporatore: il fluido vettore a bassa pressione evapora.
  • Compressore: il fluido qui viene compresso e trasferito (ad alta pressione) all’interno del condensatore e la compressione crea calore.
  • Condensatore: qui il fluido condensa tornando allo stato iniziale e rilascia la propria energia termica.
  • Valvola di laminazione: il fluido vettore, dopo il passaggio nel condensatore, passa attraverso la valvola di laminazione. Questo dispositivo riporta il fluido stesso a bassa pressione, e lo convoglia all’evaporatore, ricominciando così il ciclo.

L’energia termica viene prelevata dall’ambiente e non necessita di un sistema di combustione per il riscaldamento dei fluidi vettori: la pompa di calore, per poter funzionare, ha bisogno unicamente dell’energia elettrica per far funzionare il compressore. Questo sistema consente di concentrare e trasferire l’energia termica nella direzione desiderata, semplicemente sfruttando i passaggi di stato del fluido vettore.

Parlando in termini pratici, un sistema di questo tipo è reversibile e permetterà di avere una casa calda in inverno e fresca d’estate, con una spesa energetica molto inferiore rispetto ai sistemi tradizionali. Ma attenzione, l’efficienza dei sistemi a pompa di calore è fortemente condizionata da due fattori. In primo luogo, il tipo di fluido vettore utilizzato e il sistema di trasferimento dell’energia termica; in secondo luogo, le condizioni climatiche dell’ambiente in cui viene prelevata l’energia termica da utilizzare per il riscaldamento o il raffreddamento della casa. Ma vediamo, ora, più nel dettaglio i vari tipi di pompe di calore e quali sono le differenze tra loro.

Questo sistema utilizza l’aria come fonte per l’estrazione di energia termica e dopo il riscaldamento o il raffreddamento emette aria nell’ambiente esterno. Un buon esempio di questo sistema è il classico condizionatore dell’aria, installato ormai in moltissime abitazioni e uffici. L’aria esterna è la fonte di energia termica: dopo il passaggio nel compressore e nel condensatore, il fluido vettore contenuto nelle serpentine del condizionatore è in grado di eliminare il calore in eccesso negli ambienti domestici, oppure di riscaldarli progressivamente.

Il lato negativo di questo sistema è l’elevata dipendenza dalle temperature esterne: in caso di temperature estreme, il dispendio di energia elettrica è destinato, inevitabilmente, a salire. Ciò nonostante, è una soluzione ampiamente utilizzata perché è estremamente semplice da installare in qualsiasi tipo di soluzione abitativa ed è anche una delle tipologie preferite da chi installa un impianto fotovoltaico con batterie d’accumulo e pompa di calore.

Il principio di funzionamento è identico a quello illustrato sopra; la differenza è che la pompa di calore aria acqua, pur prelevando l’energia termica necessaria al proprio funzionamento dall’aria dell’ambiente esterno, trasferisce tale energia all’acqua, sia a quella del sistema di riscaldamento che a quella sanitaria. Si tratta, insomma, di una pompa di calore per acqua calda. Anche in questo caso, data la variabilità delle condizioni climatiche esterne, possono insorgere delle problematiche come un’eccessiva lentezza nell’erogazione dell’acqua calda sanitaria. In queste situazioni è meglio optare per un sistema ibrido caldaia – pompa di calore, dotata di una piccola resistenza capace di riscaldare in fretta l’acqua quando necessario.

Anche in questo caso, l’effetto finale è quello di riscaldare i termosifoni e offrire acqua calda sanitaria. Ma questo tipo di riscaldamento a pompa di calore ha una fonte diversa per reperire l’energia termica: è l’acqua di falda. Infatti, l’acqua della falda acquifera ha una temperatura costante, attorno ai 12 °C. I sistemi di pompa di calore acqua acqua sono ideati proprio per offrire il massimo dell’efficienza se la fonte d’energia termica esterna è offerta a temperature più o meno costanti. Questo sistema è, solitamente, molto più efficiente rispetto alle varianti ad aria. Ciò nonostante, non è molto utilizzato, sia per i costi d’installazione elevati che per l’assenza dei necessari prerequisiti: non tutte le case hanno un accesso diretto a una falda acquifera.

Questo sistema, detto anche pompa di calore terra acqua, sfrutta l’energia geotermica Il calore è prelevato dal suolo e veicolato nel fluido vettore. Il sistema può essere utilizzato sia per riscaldare casa che per raffreddarla. Questo sistema può essere utilizzato come pompa di calore per termosifoni, oppure per l’installazione di un efficientissimo condizionatore a pompa di calore. Inoltre, la geotermica è anche la più indicata pompa di calore per riscaldamento a pavimento, grazie alla sua grande efficienza energetica. Purtroppo, questo sistema può avere elevati costi d’installazione e, inoltre, potrebbe essere impossibile procedere all’installazione di questo sistema in alcune condizioni.

Come abbiamo visto per il riscaldamento a pompa di calore, qualsiasi sia la fonte energetica utilizzata, è decisamente eco friendly: in nessun passaggio viene utilizzata la combustione di gas per il riscaldamento. L’unica fonte d’energia tradizionale utilizzata è l’elettricità e questo fattore rende il sistema di riscaldamento a pompa di calore estremamente appetibile per chi ha già un impianto fotovoltaico con accumulatore installato in casa. In uno scenario del genere, è possibile riscaldare la casa praticamente a costo zero.

D’altro canto, per chi non possiede un sistema fotovoltaico, un condizionatore a pompa di calore (o un sistema aria acqua, così come una pompa di calore a sistema ibrido) può comportare un certo dispendio d’energia elettrica, tale da non rendere più conveniente economicamente la conversione. In linea generale, è bene sapere che più sono variabili le condizioni della fonte di energia termica più il dispendio energetico per garantire continuità nel riscaldamento sarà elevato. Da questo è semplice intuire che le pompe di calore aria aria siano le più dispendiose in assoluto. Al contrario, un sistema a pompa di calore geotermica potrebbe rivelarsi conveniente anche in assenza di un impianto fotovoltaico, ma per averne la certezza è indispensabile consultare un professionista, capace di valutare ogni situazione specifica.

Se stai valutando di installare una pompa di calore a servizio della tua abitazione scrivimi per discutere della soluzione su misura per te.

 

Impianti

Ventilazione Meccanica Controllata – Cos’è e a cosa serve

Un sistema di ventilazione meccanica controllata o VMC è un impianto utile al ricambio continuo e alla purificazione dell’aria in un ambiente confinato.

La funzione della ventilazione meccanica controllata è quella d’immettere aria fresca dall’esterno, filtrata e pulita, all’interno di un ambiente, per garantire aria sana e respirabile per gli occupanti e condizioni igieniche dell’ambiente. L’aria viene recuperata dall’esterno grazie all’uso di un ventilatore che, attraverso dei canali e condutture, la trasporta all’interno dei locali. Simultaneamente l’aria viziata e pesante viene estratta dagli ambienti ed espulsa esternamente.

Questo è un sistema relativamente recente che viene impiegato sia in ambito residenziale, commerciale e industriale, introdotto dal nuovo quadro normativo sulle certificazioni energetiche.

Un impianto di ventilazione meccanica controllata è generalmente composto da due ventilatori che hanno la funzione d’immettere ed estrarre aria dai locali.  Attraverso uno scambiatore di calore che funge da recuperatore, l’energia che è contenuta nell’aria estratta viene ceduta a quella immessa in un ciclo continuo che garantisce la presenza costante di aria pulita all’interno dell’ambiente senza rinunciare al calore presente nell’immobile. Questo meccanismo permette di ridurre in modo significativo i consumi energetici e al tempo stesso, grazie al constante ricambio, ripulisce l’aria degli ambienti domestici dalla presenza di agenti inquinanti e dall’umidità in eccesso.

Un impianto di ventilazione meccanica domestico risulta più economico rispetto ad altre tipologie impiantistiche (anche considerando il risparmio nelle bollette future) e si rende necessario perché negli ultimi anni, le tecniche di isolamento degli edifici sono notevolmente migliorate e il modo di costruire è cambiato. Isoliamo sempre di più le nostre case grazie a cappotti termici ed infissi a tenuta, eliminando infiltrazioni e spifferi ed annullando quasi completamente la permeabilità all’aria; tanto che gli edifici di nuova costruzione vengono spesso progettati studiando una predisposizione degli spazi per l’alloggio di condotte e macchinari a servizio della VMC, così poter installare l’impianto di ventilazione direttamente durante la fase di costruzione.

L’aria all’interno delle abitazioni è spesso inquinata da sostanze emesse dai materiali d’arredo, dai prodotti per la pulizia, da umidità e vapori di cottura, dalle polveri provenienti dall’esterno e spesso persino dal fumo di tabacco. Essendo anche cambiati gli stili di vita, si passa spesso la giornata fuori casa e non sempre si ha più il tempo di aprire adeguatamente le finestre.

  • L’umidità è uno degli elementi più nocivi negli edifici, ma non è il solo, di seguito abbiamo:
  • Il diossido di carbonio CO2 che viene prodotto dalla respirazione umana e dalla cottura dei cibi.
  • Il radon, che è un gas che si infiltra dal sottosuolo da micro-crepe nei pavimenti o dalle tubazioni di passaggio dell’acqua o degli scarichi.
  • I VOC, composti organici volatili (formaldeide, benzene, toluene), sono inquinanti rilasciati dagli arredi e dai prodotti per la pulizia della casa.
  • Odori di cottura e corporali, dovuti alle normali attività domestiche.
  • Muffe e batteri che si possono formare sulle pareti interne, dovute a fenomeni di condensa.
  • Acari, pollini e particolato aerodisperso dovuti alla tappezzeria della casa o provenienti dall’esterno.
  • Fumo di sigaretta.

Ultimamente, parlando con i Clienti, mi capita spesso di pensare che ci sia parecchia confusione sulla VMC e sui suoi utilizzi dunque, se anche tu sei indeciso, ecco di seguito 10 motivi che spiegano perchè installare un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata:

1. Per una migliore qualità dell’aria nei locali interni, in cui passiamo oltre il 70% del nostro tempo

2. Contro la formazione di muffe, per tutelare la nostra salute e l’integrità dell’edificio

3. Per aggiungere valore all’edificio, che può così salire di classe energetica.

4. Per evitare la sensazione di spossatezza provocata dal ristagno di aria viziata

5. Per ricambiare l’aria senza far entrare i rumori e lo smog della città

6. Per respirare solo aria esterna filtrata (importante per chi soffre di allergie)

7. Per arieggiare senza il timore di furti

8. Per eliminare gli odori e gli inquinanti (CO2, VOC) che si accumulano a causa delle normali attività domestiche

9. Per ridurre al minimo le dispersioni termiche e risparmiare sui costi del riscaldamento

10. Per sfruttare il piacevole fresco delle notti estive per raffrescare gratuitamente la propria casa

Se ritieni di aver bisogno di un impianto VMC, scrivimi per discutere della soluzione più adatta alle tue esigenze.