La ventilazione meccanica controllata (VMC) rappresenta una delle innovazioni più significative nel campo della gestione della qualità dell’aria interna, sia in ambito residenziale che commerciale. Questo sistema non solo garantisce un ricambio continuo e adeguato dell’aria, ma è anche progettato per ottimizzare l’efficienza energetica degli edifici, riducendo i consumi e migliorando il comfort abitativo. In un’epoca in cui la salute e il benessere degli ambienti sono diventati di primaria importanza, comprendere il funzionamento, i benefici e le applicazioni della VMC è fondamentale per progettisti e consumatori.
Ad oggi, gli impianti di VMC vengono sempre più spesso integrati con delle batterie di riscaldamento / raffreddamento in modo da ottenere un unico impianto canalizzato integrato che gestisca ventilazione e climatizzazione.
Sebbene l’integrazione di una batteria caldo-freddo in un impianto di ventilazione rappresenti una soluzione efficace per migliorare il comfort termico e la qualità dell’aria interna, questo processo richiede un attento dimensionamento e una corretta installazione, che devono tenere conto delle esigenze specifiche dell’edificio e degli occupanti.
Posizionamento della Batteria:
La batteria può essere integrata direttamente all’interno dell’unità di VMC. In questo caso, il posizionamento ideale è a valle dello scambiatore di calore, per sfruttare al massimo il recupero energetico e ridurre il carico termico sulla batteria.
In alternativa, può essere posizionata nei condotti dell’aria, a monte del plenum di distribuzione. Questo permette una maggiore flessibilità nell’installazione e una manutenzione più agibile, specialmente in edifici esistenti dove l’integrazione nell’unità di VMC potrebbe essere complessa.
Fatto il corretto dimensionamento secondo le Norme, realizzato lo schema progettuale, verificato perdite di carico e prevalenze e scelte le modalità di installazione si avrà un impianto perfettamente in grado di gestire climatizzazione e qualità dell’aria interna, con grande soddisfazione degli occupanti.
Giusto?
No.
O meglio, non completamente, bisogna fare attenzione!
Bisogna calcolare bene le portate, a prescindere dalla presenza o meno della batteria di scambio, (se è presente attenzione al corretto dimensionamento) un eccesso di ventilazione, specialmente durante l’inverno, porta ad un’umidità relativa interna troppo bassa. Questo è un problema.
Le norme tecniche suggeriscono un dimensionamento eseguito con ricambio d’aria di 0.5 volumi ora, ma fatte le dovute misure, risulta essere davvero tanto, specialmente se la VMC è integrata con una batteria e viene utilizzata anche per climatizzare, il che significa che l’impianto resta in funzione anche 20 ore al giorno, per un totale ricambiato di 10 volumi d’aria. E’ troppo.
Noi tecnici progettiamo impianti per garantire il comfort degli occupanti, e con questi valori non lo garantiamo.
Ventilare troppo fa male!
L’umidità relativa gioca un ruolo cruciale nel mantenimento della salute delle vie respiratorie. Un livello di umidità sotto al 35% può causare una serie di problemi respiratori, influenzando negativamente la qualità della vita, specialmente se in casa vivono anche dei bambini piccoli.
Effetti sulla Salute Respiratoria
- Secchezza delle Mucose: Le mucose del naso, della gola e dei polmoni possono seccarsi, rendendo più difficile la respirazione e causando irritazione e infiammazione.
- Aumento delle Infezioni Respiratorie: Le mucose secche sono meno efficaci nel catturare e rimuovere particelle e patogeni dall’aria. Questo può aumentare il rischio di infezioni respiratorie, come raffreddori, influenza e bronchite.
- Asma e Allergie: Le persone con asma o allergie possono trovare che i loro sintomi peggiorano in condizioni di bassa umidità. L’aria secca può irritare le vie aeree e innescare attacchi d’asma o reazioni allergiche.
- Sanguinamento dal Naso: La secchezza eccessiva delle mucose nasali può portare a sanguinamenti dal naso, un problema comune in ambienti molto secchi.
- Irritazione della Pelle: Anche se non direttamente un problema respiratorio, l’aria secca può causare secchezza e irritazione della pelle, che può aggravare il disagio complessivo.
- Probabilità di contagi: Una bassa umidità favorisce la trasmissione di virus e patogeni.
I sintomi più comuni associati a un’umidità relativa bassa sono i medesimi degli effetti, e quindi includono,
- Secchezza della gola e della bocca
- Tosse secca e irritante
- Secchezza e prurito nasale
- Sanguinamento dal naso
- Respiro sibilante o difficoltoso
- Asma
Quindi come agiamo per progettare un impianto che non causi queste problematiche?
1. Il controllo: Prevediamo ed installiamo degli umidostati, è il primo passo per avere sempre sotto controllo i valori dell’umidità interna.
2. Affidarsi ad un professionista: Se il termotecnico esegue un dimensionamento e un calcolo bilanciato delle portate, temperatura e umidità devono essere gestite e garantite, pertanto è importante affidare il progetto ad un professionista competente.
3. Correggere il tiro post operam: Se ormai l’impianto è realizzato, l’umidità è bassa, e non possiamo agire sulla velocità della macchina perchè altrimenti non riusciamo a climatizzare, (se presente batteria di scambio) l’unica soluzione resta quella di installare un umidificatore esterno.
Stiamo sempre attenti, la progettazione termotecnica è volta ad efficienza e comfort, e vanno garantiti entrambi.